26 marzo 2017

L'asma, il respiro e l'ottimismo perseguito.

Una domenica tranquilla. Malgrado tutto sia stressante, ansiogeno e soffocante attorno a questa giornata. Meno di due mesi al trasloco e ogni attimo il cantiere brucia energie e chiama nervosismi. Soprattutto, emergono continuamente vuoti organizzativi a cui tento di supplire con tutta la mia logica e l'attenzione a verificare che ogni passaggio di ogni maestranza coinvolta sia svolto correttamente.Il mio fisico, prevedibile, non ha retto e da qualche mese mi devo confrontare con una nuova patologia che può aver avuto origine anche dallo stress del restauro: l'asma. La manus longa delle responsabilità che preme sul petto, dicono. Per adesso traggo pochissimo beneficio dai broncodilatatori. Una cara amica mi ha consigliato la lettura di un testo redatto da un medico ucraino che predica l'importanza di una respirazione che inali meno ossigeno e tenti di trattenere più anidride carbonica per risolvere le principali malattie respiratorie e, in generale, per godere di un miglior benessere fisiologico. Mah, vediamo. Il libro, la parte scientifica, l'ho quasi concluso. Adesso non mi resta che imparare gli esercizi suggeriti e vedere se vi siano effettivamente delle efficacie lenitive, sopratutto per questa tosse che non mi abbandona. Il mio scetticismo per tutto ciò che non sia chimico e testato in medicina é tanto ma ho davvero voglia e necessità di stare meglio e non voglio lasciare strade inesplorate. A Bisarno gli intonaci sono stati realizzati e direi bene, mancano soltanto i veli. La casa ha adesso una sua vestizione. Bellissima. Sono stati fatti anche tutti i davanzali interni alle finestre, utilizzando il cotto storico che ammantava molti pavimenti della casa. La settimana che verrà é decisiva (lo sto dicendo ormai di ogni nuova settimana, lo so...), perché verrà il cartongessista a creare le pareti che definiranno i due bagni, verrà il sabbiatore e, soprattutto, perché verrà l'idraulico a stendere tutti i pannelli radianti al pavimento.Ieri é venuta anche la ditta di falegnameria a prendere delle misure. La stessa persona che mi aveva fatto i mobili splendidi per la casa di San Francesco e che mi porterò, non tutti ahimè, a Bisarno. Separato e oggi con una nuova compagna, l'ho ritrovato sempre e ancor di più con lo smalto e l'energia di quando ci eravamo conosciuti. Per perseguire questo grande progetto ho bisogno, ora più che mai, di persone solari, ottimiste e propositive, che sappiamo affrontare le questioni con un piglio risolutivo ed entusiasta. Dovrebbero essere queste e solo queste le tipologie di professionisti da scegliere in un cantiere quando si fanno le gare: fanno davvero la differenza e sono molto rare. Non ne posso più di lagne, lamentele, pessimismi e di persone che portano solo una negatività travestita da stagnante morale del consiglio premuroso. Infatti, sotto l'aspetto del peso organizzativo, delle motivazioni, delle tante decisioni che implicano sfide e rischi, mi sto sentendo molto solo. Ma era inevitabile anche se questo scenario un po' da fiato corto, da uomo solo al comando e di nuvole troppo basse per vedere l'orizzonte rappresenta il mio più grande rammarico di tutto il progetto di riproposizione di Bisarno.

Mignola che mostra suo ambiente a ZioPicio.



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