1 marzo 2017

L'ultimo miglio prima degli intonaci.

Sono su un treno direzione Roma. Poi nel breve di pochi giorni tornerò ancora a Roma, poi due giorni a Milano. Un su e giù sempre con Firenze nel mezzo. Viaggiare mi piace ma non ho mai troppo gradito il mezzo di locomozione treno: negli ultimi anni poi soffro anche il mal di treno. Eh si, i viaggi più lunghi mi danno quasi sempre la nausea. Strano, non soffrendo particolarmente di mal di macchina: forse l'iPad che mi costringe a stare sempre chino, come adesso. A ogni modo riesco comunque - come accade nei viaggi più lunghi in aereo o macchina - durante questo sferragliante e chiaccheroso movimento a quasi trecento chilometri orari - a sublimarmi in pensieri meno passionali e riflessioni meno impulsive. Penso a questi giorni a Bisarno e quelli passati, che stanno recando numerose arrabbiature, trangugiano tempo e disintegrano energie, senza che poi siano palesi i progressi, gli avanzamenti, gli abbellimenti. Sono i giorni che precedono l'inizio degli intonaci (oh, ci siamo davvero! Se tutto verrà fatto a modo da lunedì 6 marzo si intonaca!): ciò ci obbliga ad avere tutte le parti murarie, idrauliche ed elettriche pronte ad accogliere il vestito buono dell'intonaco. Un "ultimo miglio" da correre al massimo e che invece appare azzoppato dai tanti aspetti in atto e affrontati: una trabordanza di decisioni da prendere, problemi che sorgono, rimpalli di responsabilità, tentativi di coordinare le tante e diverse forze in campo in perenne incomprensione fra di loro. 
"C'è il tubo dell'acqua da spostare ma non ho la chiave del lucchetto". "Questi muri da pareggiare sennò ti ci va troppo intonaco". "Voglio le schede tecniche dei sanitari". "Se fosse casa mia". "Dimmi dove sarà il televisore per la traccia corretta". "Il percorso della canna fumaria va deciso". "Il disegno al centimetro della cucina certo farebbe comodo". "Il tubo della condensa del condizionatore l'hai fatto tracciare?". "La pompa di calore? sicuro? - morirete dal freddo". "Lo sfiato del bagno piccolo non è stato previsto". E infinite altre amenità che non si proiettano su progressi visibili dell'edificio (i quali almeno mi titillerebbero l'ego) ma sono tutte incombenti, importanti, stancanti. E mi vengono vomitate addosso sempre con un fare fra lo scetticismo e il dubbio, fra la noia di Moravia e la nausea di Sartre, senza mai far mancare indifferenza e saccenteria. Vabbè. Spalluccie atarassiche e testa avanti e godere di tutto: domenica per esempio ho ricevuto la visita a Bisarno di amici che da qualche mese non erano più tornati a vedere i lavori. Mi hanno dato una enorme soddisfazione ed entusiasmi da "giocarmi" in queste concitate diatribe di cantiere.

La nuova porta del bagno grande.

La torretta, con l'accesso al sottotetto.
La zona bagni, prima delle pareti in cartongesso che la definirà.
L'ingresso alla zona delle bambine.
La stanza giochi col finestrone.
Gli occhioni di Bisarno. La sala da dentro.