16 agosto 2017

Ferie d'agosto a Bisarno

Bisarno si presta ad accogliere. È il suo genius loci. A noi piace aprirla e condividerla e ricorderemo per sempre quest'agosto di tavolate colorate e bambini ciarlieri e giulivi. L'aia ancora non pronta ma già così naturalmente conviviale grazie all'osmosi con la grande cucina in legno bianco. E così stiamo vivendo insieme a un'altra famigliola nostra ospite, il fratello della Laura con moglie e figlia - cuginetta british delle Upupole nonché nostra nipotina maestra di aplomb e compostezza (soprattutto se rapportata con la Mignola) e nei giorni precedenti abbiamo accolto il caro Brambillone, amico dai tempi del master, con compagna e bambina al seguito. Mangiate, bevute, danze di gruppo dove dominava il trash tersicoreo fra Cecchetto del Gioca Giuer e il Fenomeno di Fibra e l'immancabile Despacito: giorni allegri e chiassosi che si stanno succedendo veloci e divertenti mentre ogni tanto, con ritmi inevitabilmente meno chiassosi delle nostre serate, si affacciano maestranze ancora non in vacanza a portare avanti tanti piccoli lavoretti ancora in fieri: da oggi il bagno in camera nostra è competo, grazie al montaggio del bidet!


12 agosto 2017

Un mosaico litoico - l'aia restituita!

Mi sono svegliato all'alba per il freddo che graffiava la camera e il battito della pioggia sul terreno arso e silente del primo mattino. Ho chiuso le finestre - tardi, l'acqua era già in casa - e mi sono ridisteso, coperto stavolta con il lenzuolo, ormai senza più sonno e di nuovo con la febbrile voglia di fare di queste settimane, a godermi i pensieri e le riflessioni acuite da questo spettrale inizio giornata fra tuoni e lampi. Finalmente un po' di pioggia a bagnare queste terre assetate e arse di una estate calda e secca. Ieri sera, piacevolissima cena con amici, a un certo punto ci ha fatto freddo e siamo dovuti rientrare dentro. Eravamo accampati nell'aia, in un fazzoletto di terreno ancora non lastricato. Si, i lavori - lenti e minuziosi ma di enorme fascino e valorizzazione storica ed estetica - si stanno concentrando nella restituzione dell'aia a opus incertum, della cui dannata e faticosa rimozione avevo fatto accurata cronaca nei mesi scorsi. Compiuta la gettata di base e dopo aver fatto correre le necessarie tubazioni, questi sono i lunghi giorni della riproposizione del selciato originale, composto da lastroni di pietra di differente composizione. L'impatto complessivo é straordinario, primo per la bellezza dell'opera e del suo campionario cromatico (lavato dalla pioggia é uno spettacolo!), secondo perché ancora una volta ci porta testimonianza della straordinarietà delle architetture contadine: semplici, necessarie, belle. Del resto l'aia era ambiente di lavoro - la battitura del grano, gli animali ci razzolavano, ci arrivavano i carri - e una parte della corte doveva quindi essere solida al calpestio. Venivano quindi selezionate delle pietre piatte e lisce in una facciata e affiancate l'una all'altra. Avendo le pietre fattezze e materiali diverse l'effetto generato era incertum, cioè diseguale e apparentemente slegato, ma il senso complessivo invece regalava, e regala, un che di straordinario. Una opera artistica che prende un po' dal mestiere dello storico, un po' dall'architetto, un po' dal muratore, un po' dal musivo, un po' dallo scultore, ritrova il genio e la praticità contadina che due secoli fa si inventò questa architettura e che condurrà alla definizione di un mosaico litoico policromo di oltre 100 metri quadri. 

6 agosto 2017

Domenica d'agosto


Arrivando dalla strada...


Afa torrida, domenica d'agosto. Ci siamo chiusi in casa e abbiamo avuto - non ricordo se fosse ancora capitato in questi primi 30 giorni di nuova vita - una domenica per coccolarci, noi con Bisarno. Oggi per la prima volta abbiamo anche collaudato la vasca free standing: bagno con vista verso la collina di Monterifrassine, la villa di Grignano e la torre della Pievecchia. Penso sia stato uno dei miei primi bagni in vasca in vita mia e confesso di non aver fatto nulla per installarla, ma una volta appurata l'inderogabilità ad averla da parte della mia compagna, ho costruito attorno alla vasca, un tinozzone dal sapore francesizzante (ricorda la vasca dove fu assassinato Marat) un ambiente che la esaltasse e la valorizzasse. Continuo a preferire una corroborante doccia all'indolenza decadente di una prolungata immersione fra le carezze del bagno schiuma e i profumi dei sali, tuttavia - in compagnia delle mie graziose e allegre Upupole, loro si che amano "il bagno caldo", visuale niente male sia esterna che interna (il soffitto a travi, il soppalco con parete in mattoni a vista, la struttura in legno su cui posa il lavabo), ho indugiato a lungo fra giochi d'acqua, lavaggi e qualche foto ricordo come se ci trovassimo in villeggiatura, in vacanza a casa nostra: una giornata culminata in una cenetta nell'aia - aia, oddio, a oggi meglio chiamarla gettata di cemento, ma non disperiamo per i prossimi progressi - a base di gazpacho andaluso, uno dei miei piatti preferiti e uno dei grandi classici corseschi: solida esecuzione, ancora non troppo freddo, pomodoroso e festivo!



Il primo bagno in vasca!

Cena con gatzpacho, finalmente si rifiata dopo l'afa.


5 agosto 2017

Casa vacanza

Primo rientro a Bisarno dopo le vacanze nelle città del Belgio. Ci godremo questo strano agosto di villeggiatura in casa nostra: cucinando per gli amici in cucina e godendoci cene nell'aia, gestendo alcune questioni pratiche per utilizzarla al meglio, finendo gli ultimi arredi, diventandone una parte fondante capendo gli interruttori giusti, dove mettere la roba, la gestione degli abiti e della dispensa. Non ultimo, vivendo la nostra Toscana e il piacere di stare insieme, noi quattro, le persone che ospiteremo a Bisarno, i luoghi che esploreremo qui attorno.
Bisarno, intanto, malgrado i terrificanti 40 gradi, al nostro ritorno si é presentata così: 


Una giratina nel campo adiacente per fare qualche foto.
La cucina, già un po' vissuta!
Il nostro bel bagno azzurro.
La camera, che sembra quasi una grotta.


27 luglio 2017

Viaggiare our way. Bruges, il Nord Zea e le città fiamminghe del nord.

Prima tappa: Colmar! Già un netto cambio di clima.

Una delle situazioni capitate, anzi fatte accadere in questi due ultimi anni, è stata l'iscrizione al social network homeexchange.com, grazie al quale si ha la possibilità di scambiare, per brevi vacanze, le proprie abitazioni. Sono esperienze eccezionali che, superate le prime ritrosie nel cedere il proprio nido a degli sconosciuti, ci ha regalato a oggi, e saranno ben di più, sei fantastiche avventure a zonzo per l'Europa, senza considerare nuovi amici sparsi un po' dappertutto. Soprattutto per le bambine sono esperienze che aprono la mente, si divertono imparando, esperiscono nuove culture, gustano nuovi sapori, si educano al rispetto e alla curiosità, valori che da babbo reputo imprescindibili. Prima di partire, curiamo con affetto l'accoglienza, preparando un cesto di prodotti tipici, vergando una lettera coi consigli  - la cosa più bella è sentirsi del luogo e vivere come locali - , le bambine mettono riordinano i loro balocchi per i bambini che ci giocheranno perché sanno che a loro volta troveranno nuove case ricche di nuovi giochi con cui divertirsi, giochi da rispettare e ben trattare perché loro solo per qualche giorno. Io poi sono appassionato di architetture e mi piacciono le case, sono curioso ed entusiasta verso ciò che non mi appartiene, adoro viaggiare e mangiare e bere le tradizioni altrui. Inevitabilmente in poco tempo siamo diventati dipendenti da questa entusiasmante modalità di viaggio, che unisce il ricreativo e il culturale, e ogni volta non vediamo l'ora di riuscire a ritagliarci qualche giorno per intraprendere nuove avventure con scambiocasa. Anche solo ricevere le proposte nella casella e-mail è divertente, proposte anche di mete magari meno conosciute ma sempre presentate con entusiasmo e provenienti da famiglie così ganze che ti viene comunque voglia di dire di sì! E così nel corso di questi primi due anni abbiamo conosciuto una splendida famigliola di Trondheim e abbiamo visitato fiordi, incontrato renne, mangiato baccalà in una casa-isoletta di pescatori di merluzzo e solcato la scenografica Atlantic Road. A Barcellona, vivendo in un moderno loft di Gracia, abbiamo gustato vini catalani, ingurgitato litri di gatzpacho, visitato le architetture gaudiane e ci siamo rilassati in spiaggia alla Barceloneta. La Provenza ci ha accolto in una maison tradizionale e ci si è svelata fra i cavalli, i fenicotteri e le saline della selvaggia Camargue, i sentieri d'ocra del Roussillon, le olivete e le ville del Luberon, e abbiamo ammirato stupiti paesi magici come Avignone, Aix en Provence, Gordes e il magnificente Pont du Gard. Ad Amsterdam abbiamo vissuto in una ex raffineria di grasso di balena convertita dai due architetti - la famiglia con cui abbiamo fatto scambio - in una splendida casa a più piani con pavimento in legno e arredi in mdf bianco. Il giorno prendevamo le biciclette ed esploravamo la splendida Amsterdam, i suoi canali, l'arte di Van Gogh e Rembrandt, il museo-gioco Nemo, rilassandoci con una birra (noi genitori!) quando eravamo stanchi in uno dei tanti parchi ingentiliti dai tulipani e dai cigni.
Mentre scrivo ci troviamo a Bruges: i cioccolatini sono deliziosi, le birre non da meno e la città è un capolavoro di architetttura medievale e settecentesca che stamani abbiamo iniziato a esplorare col battello sgranocchiando con libidine le deliziose fries, le celebri patate arrosto del luogo. Oggi abbiamo visitato Oostend e biciclettato lungo la riviera tempestosa quanto raffinata di questa cittadina del nord, incontrando anche una affabile foca durante una passeggiata sferzata dal vento lungo il molo e gli scogli frangiflutti, che divideva il mare in due anime, tumultuosa la prima pacifica la seconda. Per cena, con la sabbia soffiata dai venti anche nei capelli, ci siamo poi deliziati di cozze e birre. In attesa di nuove avventure. 

Il mare del Nord.

Io e la Mignola a Oostende.

Cozze!



21 luglio 2017

L'arco policromo e una semplice cena

Stasera una cena gradevole, con le bambine stanche per una giornata piacevole e intensa e noi in ferie, seppur per un breve lasso, dopo una stagione epica, ricca di cambiamenti, preoccupazioni, novità, sfide ma che non cambieremmo per nessuna delle altre precedenti. Ci siamo goduti una cena parca: una bottiglia di vino, una caprese ingentilita dai pomodori dolci e maturi dello zio Luigi, fagiolini lessati conditi con salsa di soia e tante chiacchiere. Ci stiamo ambientando a Bisarno e seppur i lavori siano ancora tanti, svolgerli vivendoci ci preoccupa un po' meno e ci diverte assai di più. Oggi anche la facciata ha vissuto un bel progresso, con l'arco policromo restituito al suo antico splendore. Vi era infatti nella facciata interna un arco essenziale e contadino, murato solo con lo scopo di sostenere e non di abbellire, costruito con quel che si aveva, materiali vari che gli donavano un che di magico e variopinto. Il tempo lo aveva mangiato e oggi rivederlo ripristinato, gustando un calice di vino mentre la prima brezza della sera raffrescava un po' l'afa diurna, è stato proprio bello.




Uno degli archi di sostegno più suggestivi, composto da materiali diversi che donano cromie differenti.

15 luglio 2017

Domenica mattina, giorno 14

Mattina, non ancora le nove e già un gran caldo umido. Il clangore della betoniera. Le bambine che giocano correndo fra le varie stanze e uscendo e rientrando dall'aia. Laura indaffarata a tenere pulito e a organizzare l'armadio, al solito sterilmente polemica sull'iter dei lavori, dei quali ha poco ben chiari tempi e necessità e ciononostante rumoreggia. Io che mi vesto ora da indaffarato manovale, ora da casalingo disperato e metto i piedini in gomma alle sedie per non graffiare la resina, ora da zelante operatore ecologico e raccolgo, differenzio e smaltisco la spazzatura, ora da architetto della domenica con riflessioni e pensieri sulle future scelte di arredo e ne approfitto per riposare. Ci mancherà, ne sono certo, questo primo periodo a Bisarno da accampati: casa ancora semideserta, lampadine, maestranze che si affrettano a finire i lavori, gatti che pietiscono cibo, insetti e ragni di ogni foggia e mostruositá, le cene nel cortile di cemento fra i ballini di calcina, tombini scoperti e forassite a vista. Abbiamo da ormai una settimana anche la televisione e un bel divano in pelle verde petrolio per goderci un bel film con la magia dell'alta risoluzione. Per adesso, le uniche che hanno fruito di quel momento di pace, destinato ai cartoni animati, sono le Upupole.

Riflessi sull'aia.

Pulisco i vetri.

Cucina a pieno regime.




14 luglio 2017

Quotidianità

Sono passate dieci notti nella nuova casa di Bisarno. Di queste, tre io non ci sono stato poiché fuori per lavoro. Le bambine sono felicissime ed eccitate, pur con approcci molto diversi. La grande ha cercato subito di costruirsi degli appigli stabili. I peluche e i libri ordinati nella sua nuova camera; sta sempre molto vicino a noi mentre organizziamo la cucina; è more suo molto introspettiva, sentimentale e casalinga. La piccola invece, una volta controllato che tutta la "pamiglia" è presente, se ne frega di noi, è iper-dinamica, non ha paura, esplora le zone esterne, si arrampica sui ponteggi, va nella strada, ci cerca poco e solo funzionalmente. È molto gratificante vedere come si rapportano a questo nuovo mondo. Certo, ogni volta che riconoscono qualcosa appartenuto alla precedente magione, esclamano subito fra il nostalgico e l’euristico: “Questo c’era anche nella casa di San Francesco”. E noi? La casa è ancora decisamente in fieri e conviviamo con imbianchini, elettricisti, idraulico, muratori per l’esterno, scatoloni, scarpe a vista, e la sensazione complessiva è ancora un po’ straniante. La notte – notti caldissime peraltro – i rumori esterni sono molto forti: la natura è molto viva, animali selvatici, cicalecci, gatti, ronzii, sono un sottofondo continuo e inedito per noi. Le zanzare poi non lasciano tregua. Però è molto suggestivo: in un paio di notti non sono riuscito a prendere bene sonno, era una serata di luna piena e il riverbero lunare illuminava le fronde del nocio nella nostra camera, riproposta con gli stessi mobili e l’armadio della casa precedente. Anche la cucina è conclusa e pronta. La cucina era meravigliosa a San Francesco ed è meravigliosa anche questa qui: laddove avevamo ricercato toni urbani e molto eleganti, per Bisarno il disegno ha valorizzato linee country chic, con legno biondo e legno bianco, una libreria per i libri di cucina, le mattonelle di Caltagirone, un blocco cottura professionale per dare alla Laura possibilità di cotture disparate e per accogliere un po’ gli ospiti. I bagni sono invece ancora parzialmente operativi ma questione di ore, di giorni al più, e avremo anche i bagni. Quello che è più faticoso è la gestione degli ingressi: ancora non abbiamo percorsi consolidati nella mente. Quindi, ricordarsi dove si è lasciato le chiavi, come organizzare le scarpe, l’archivio dei panni sporchi e l’ambiente dove spogliarsi, cercare le migliori soluzioni abitative con pensili presi dai nonni, mobili di riuso, in attesa dell’arredo finale delle stanze secondarie che chissà quando sarà, salire le scale plurime volte con scatoloni in mano e perché non si trova quello che si sta cercando. In tutto questo la paura paranoica di sporcare e danneggiare i pavimenti in resina o gli elettrodomestici nuovi. Come era accaduto dieci anni fa a San Francesco, quando in due ci eravamo apprestati alla nostra nuova vita. 
Un bel divano in pelle color petrolio, lascito di una zia deceduta.
I nuovi gradoni per scendere all'aia.
Io, Laura e il fienile.

6 luglio 2017

Bisarnesi

Siamo bisarnesi e ci piace! Smarriti ed eccitati, con poco in casa ancora (il wc, il lavabo, tre materassi) ma tanto entusiasmo e di nuovo una "pamiglia", come dice la Mignola. Il pavimento in cocciopesto al piano terra e la resina al piano terra hanno regalato ulteriore luce e movimento a Bisarno. Per adesso ci corriamo liberi, dobbiamo arrampicarci per andare al primo piano, la torretta è ancora inagibile, le stanze disadorne (a parte i colori di libri e peluche della camera delle bambine), le notti con sonni non puliti e orecchie attente ai tanti rumori animaleschi, ma - giorno dopo giorno - un mattoncino di arredo viene aggiunto (a breve avremo la cucina!) e la casa si veste sempre più di noi e noi di casa!

La stanza gioco (e poi studio!) delle Upupole.
Prime (rare) pulizie!
I nostri piedonzoli sulla resina del primo piano.
La nuova cameretta: ci piace! Avanti coi materassi e peluche!
Cocciopesto al piano terra.


3 luglio 2017

Prima cena!

"Felicità è: lasciare insieme la casa in cui tanto si è amato e costruito e ricominciare, con due entusiaste compagne in più, una nuova avventura, dieci anni dopo". Bellissimo post della mia dolciastra su Facebook. Ebbene si: malgrado tutto e tutti, stanotte mangiamo e dormiamo a Bisarno. Sarà una bella esperienza di campeggio!

Entusiastiche Upuole.
Prima cena! Vino neozelandese, pomodorini e apparecchiatura spartana.
Susini maturi, donna che pulisce.

28 giugno 2017

Questa casa é solo nostra vero?


Ci siamo quasi: prima "mandata" di resina cocciopesto.
In questo frenetico conto alla rovescia - io e Laura che viviamo da separati ognuno nella casa dei propri genitori, le bambine con lei - i giorni si stanno succedendo anche divertenti. Lo dico pirandellianamente (il 28 giugno 1867, 150 anni fa peraltro nasceva il mio mentore filosofico) con un abilissimo e studiato esercizio mentale che trasforma la lacrima in riso e che prova a relativizzare e ad astrarsi dalle ulcere di cantiere. L'umorismo. Sono certo che ricorderemo questi giorni da senzatetto con piacere: siamo a cena una volta di qua, una volta di lá, una volta dagli amici, altre fuori, mentre scrivo sono in volo verso Bruxelles e ho trascorso dei giorni anche a Parigi, ci abbiamo messo un po' di mare in Maremma... Insomma, non abbiamo ancora una casa nuova ma ci siamo avvolti in una rete ampia, morbida e affettuosa che ci ha permesso di tamponare il colpo dell'abbandono della casa di San Francesco e i disagi e i ritardi delle consegne, ritardi comunque relativi se si pensa alla vastità, anche economica, del piano di recupero. Quasi tre anni fa tutti sorridevano quando garantivo che ci saremmo trasferiti entro maggio 2017. Le bambine sono un po' stranite ma vedo in loro prevalere la gioia e la curiosità di questo strano nuovo periodo trascorso in tante case con tante persone, col dubbio ogni sera di dove mangeranno e dove ceneranno, oltre a chi sederà al desco con loro. "Ma questa casa sarà solo nostra vero?" - ha chiesto dubbiosa l'altro giorno la Mignola nel sopralluogo serale in una Bisarno afosa, con le susine ormai surmature, la resina ancora bagnata e parzialmente posata. Giusto per assicurarsi che questa vita comunitaria, da famiglia allargata, per quanto divertente, solare e diversa, abbia comunque un termine.

24 giugno 2017

La Toscana di Francesco. Meno dieci.


Cielo plumbeo. Bisarno visto da Bisarno 2.

Cielo plumbeo e umido. Un altro sabato a ripulire l'aia e a tappare i buchi fatti per le fosse e le cisterne. Altri sassi portati via. Io, vestito da muratore tedesco (ho i calzini di spugna tenuti su e pantaloncini corti) mi sto dedicando a fare un po' di pulizia - riempiendo sacchi neri su sacchi neri - per dare un senso alla mia presenza in cantiere, senza dimenticare il mio ruolo da cronista animando il gruppo WhatsApp Bisarno Murature con la fotocronaca dei lavori. Attorno altri operai nei campi limitrofi stanno creando suggestive rotoballe mentre i vigneti più in lontananza verdeggiano assetati attorno alla torre della Pievecchia. 
La mattina è cominciata presto, prestissimo e alle 8.30 abbiamo goduto il piacere di una pausa-colazione nell'aia della fattoria leopoldina qui accanto, con pane sciocco, un prosciutto del Casentino saporito e ben tirato, una finocchioncina e del vinello ruspante. "Niente di più bello" - ha asserito il mio vicino, proprietario della casa, persona con cui ho grande intesa e che sta dipingendo, con le sue ruspe, gli spazi esterni di casa mia. Io sono proprio d'accordo con lui: semplicità, convivialità, piacere di godersi un momento di pausa con gusto e in serenità con attenzione al bello delle piccole e grandi cose che ci circondano. Come in un romanzo di Murakami si intersecano tante realtà nella mia vita di corsa di questi ultimi mesi. Mi sembra quasi che le atmosfere che ho descritto nel libro "La Toscana di Ruffino" mi abbiano abbracciato e da carta siano diventate vere. Vivo gli stessi stilemi che poi per lavoro devo raccontare come responsabile comunicazione Ruffino (la semplicità della vita di campagna, il gusto di stare insieme). Ho avuto la fortuna di vivere una casa al mare in Maremma che  ha un pergolato odoroso di sole e luminoso di rosmarino e cicale e che mi ha fatto pensare moltissimo. Questo blog è al contempo autobiografico e corale, fango e poesia, abbecedario della vita di campagna e bestiario di un restauro lungo, teso e complicatissimo.
Sí: Bisarno si è proiettata oltre la sua aia e mi ha magnetizzato la vita. Semplicità, piacevolezza, familiarità e affetti, progettualità, gusto, autodeterminazione. Tutto si è intrecciato in questi quasi ultimi due anni. È come se ci fosse stata una trama predefinita scritta da altri che pian pianino, a dieci giorni dal previsto primo giorno a Bisarno, si sta svelando mentre la vivo in affannosa corsa verso - speriamo! - un agognato e desiderato lieto fine. Una fine che poi altro non sarà che la prima pagina di una nuova storia. 

Grandi lavori a coprire le fosse biologiche.

Resina

Un bella foto di Bisarno dal campo limitrofo.
Sotto un cielo pallido e rorido d'afa di fine giugno e mentre il campo di grano è stato pettinato con suggestive rotoballe che regalano nuovi sfondi agresti alla casa, a Bisarno si è cominciato a resinare. Blandamente da lunedì, a buoni ritmi da martedì. A pieno regime da venerdì. Intanto io sono tornato dalla Francia dal Vinexpo, il caldo morde e ho spostato il mio cuscino verso casa dei suoceri, in attesa di ripartire per Bruxelles e poi, finalmente, trasferirsi i primissimi di luglio in quel di Bisarno, se tutti faranno i bravi. Anche a lume di candela, se saremo rimasti indietro con la parte elettrica: sarà tutto più romantico.


Il fondo, il primo strato della resina.
Altra immagine del fondo cementizio.





Lavorazioni del primo piano (resina beige).

Lavorazioni sempre al primo piano.

Lavorazioni al piano terra (cocciopesto).
Lavorazioni al piano terra.
Lavorazioni al piano terra.