24 aprile 2017

Traslochi

Uno sguardo che denota l'articolatura del primo piano.



In questo lungo ponte del 25 aprile, prima freddo poi di nuovo tiepido poi ventoso, io senza voce e accartocciato (che buccia d'uomo), ci siamo dedicati sia al trasloco di San Francesco, con gli incartonamenti di quasi 10 anni di ricordi. Fortunatamente abbiamo casa dei miei...
Ma tanto è stato fatto anche a Bisarno: intanto ci abbiamo passato molte ore, semplicemente accanto il più possibile alle maestranze, o nei giorni di festa trascorrendoci momenti lieti, giocando insieme alle bambine coi gatti e i fagiani presenti nell'aia fra i calcinacci, la betoniera e i sacchi di calcina: un po' di cibo raccolto in una ciotolina ha attratto una gran quantità di fauna autoctona! Io mi sono addirittura cementato nella nobile arte della stuccatura delle facciate. La facciata (non grazie a me, non vorrei generare equivoci) sta procedendo a pieni ritmi e dal 10 maggio toglieremo i ponteggi. In casa, grazie al poderoso aiuto nonnesco, stiamo dipingendo i soffitti in travi e correnti. È stato montato lo scheletro del camino. Poi tanti lavoretti di fino per rendere pronta la casa alla posatura della resina e per poterci poi accogliere dai primi di giugno. Insomma, giorni dove stiamo esercitando il famoso ottimismo dell'azione. 

Nonni in azione.