18 ottobre 2016

#cibiamoci16 e pensieri errabondi.



La serata si sta consumando con un orzo bollente (abbiamo ridotto l'acqua rispetto all'orzo miscelato e finalmente ho trovato un caffeoso compromesso), un po' di musica dall'iphone proiettata dall'home theatre (che avvolge fra le sue spire tersicoree le bambine), fra cui questo pezzo strepitoso dei Gorillaz, e io sbraciolato sul divano col mio pigiama invernale di Snoopy a godermi il dopocena.
È stata un'altra giornata di contatti e spunti: oggi ho avuto la bella occasione di poter raccontare il mio mestiere in un ambiente non convenzionale, all'interno di uno splendido vivaio ormai attivo a Pistoia dal 1909, il Mati. La fiera si chiamava "Cibiamoci".
Ho avuto anche il piacere di beneficiare di una catartica passeggiata nell'orto aziendale del vivaio Mati, orto che rifocilla il neonato ristorante Tuscan Fair, direttamente col titolare e il capo cuoco, e insieme ad alcuni volti a cui sono particolarmente affezionato.
Durante il mio intervento, ho scelto di portare con me con le mie passioni: la storia di noi etruschi e il percorso conviviale che dagli Etruschi ha attraversato i romani fino al Rinascimento Fiorentino di Caterina dei Medici e l'Ottocento mezzadrile rendendoci geneticamente quello che siamo, il cinema, la letteratura con una carnale lettura di un pezzo di Alda Merini. Infilandoci Ruffino, il nuovo fiasco, alcuni strumenti narrativi come il product placement e il libro, di cui ho parlato usque ad taedium e ammorbarvi ancora non vale la pena ma che davvero continua fedele a darmi, a darci soddisfazioni.
Il tempo diuturno è passato dal piovigginoso al soleggiato e veloce come al solito. Nel preserale, un preserale già buio e di nuovo temporalesco, dopo le faccende in ufficio di rientro da Pistoia, sono riuscito anche a fare un salto a Bisarno, a mettermi addosso a pieni polmoni e occhi spalancati i piccoli grandi progressi compiuti. Il rifacimento della facciata è uno degli aspetti più emozionanti - almeno per me devo dire (sono in splendido isolamento di pensiero) - perché vanno a toccare aspetti fra l'estetico, l'etico e lo storico che hanno poca utilità ma grande stimolo intellettuale per me.
Adesso é quasi l'ora di andare a letto: sono chiamato ai vari odietamati rinowash/aerosol alle Upupole moccicose permanentemente prima di metterle a nanna, dopo però subire la classica umiliazione a Memory con la Mati. Vado. Penso alzando gli occhi da questo telefonaccio che mi assorbe sempre: spendo spesso tante parole per il mio lavoro, i miei viaggi, la Toscana, Bisarno soprattutto, ma la casetta qui a San Francesco ha una bellezza intima e affettuosa, curata in ogni dettaglio, di cui chissà come riuscirò a fare a meno il giorno che ci trasferiremo o che dovrò venderla. Questa sarà sempre la casetta.


L'orto al Vivaio Mati. Un bello spunto per Bisarno.



Parole parole: ho detto a chi era venuto ad ascoltarmi che sarei stato peripatetico per trasferire meglio le mie parole...

La casetta di San Francesco, l'open space...